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Visualizzazione post con etichetta Lo scaffale dei libri. Mostra tutti i post
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lunedì 16 dicembre 2013

Libri per mamme to be


Domani parliamo di librini?


Cercare di far finta di niente sul blog quando la nostra vita procedeva in direzione di tutine, passeggini, camerine, teneri calcetti e quant'altro non è stato facile. Mio marito l'avrebbe gridato al mondo da subito, io frenavo. Aspettiamo, vediamo. Però che fatica le ultime settimane! :) Avevo voglia di condividere, confrontarmi, raccontare, ascoltare,… Ed eccoci qua finalmente. Semplicemente pepe rosa narra sì di ricette, ma da sempre è anche altro. Quindi d'ora in poi, per me, sarà naturale che prenda un piega un po' formato mini. Spero non vi dispiaccia. 
E visto che in questo dicembre un po' surreale per me non vi ho regalato né una ricetta a tema natalizio né un "simply girly" sulle idee regalo (però nessuno vi vieta di sbirciare quelli dell'anno scorso eh!), oggi vi suggerisco qualche dritta sulle letturine per mamme to be (oppure amiche, sorelle, parenti, conoscenti,…). Una doverosa premessa: da qui a maggio non aspettatevi di leggere consigli sul metodo Estivill o simili, perché non siamo quel genere di genitori… ;)

  1. "Uno spazio per me!" di Ikea. Per chi finisce le scorte di pannolini o perde sempre le chiavi della macchina. La vita in famiglia è come sulle montagne russe, con alti e bassi, e per la maggior parte del tempo si svolge in casa. Questo libro parla delle attività quotidiane della famiglia. Il riposo, i pasti e le battaglie con i cuscini. Raccoglie idee di arredo che creano ambienti sicuri e di gioco per tutta la famiglia. 
  2. "Che cosa aspettarsi quando si aspetta" di Heidi Murkoff e Sharon Mazel ed. Sperling & Kupfer. Aspettatevi il meglio! Ma di che? Dipende. Ecco la guida alla gravidanza che risponde a tutte le domande dei futuri genitori, dal concepimento al periodo post partum. Noi, per ora, l'abbiamo presa sul ridere… 
  3. "Quello che le mamme non dicono" di Chiara Cecilia Santamaria ed. Rizzoli. Per riuscire a far convivere pacificamente pannolini e aperitivi, viaggi e pappe, se stesse e i pupi. Chiara ce l'ha fatta. Io lo rileggo per la seconda volta, non si sa mai…
  4. "Il metodo maman" di Pamela Druckerman ed. Sonzogno. Non fanno capricci, non buttano il cibo, non si alzano da tavola, dormono tutta la notte, salutano educatamente, giocano per conto loro e ti lasciano in pace. Con poche regole ma chiare, le mamme francesi li crescono meglio. Ma  i loro sono veri?
  5. "Mamma, le mamme!" di Valeria Prestisimone ed. Vallardi. Dal giorno in cui scoprono di essere incinte, le giovani donne sperimentano sulla propria pelle che le mamme più esperte spesso distribuiscono tanti pareri (non richiesti) che generano solo insicurezza. Vade retro! Un manuale di sopravvivenza scritto e vissuto da una mamma di oggi. 
  6. "Il bebè manuale d'istruzioni" di Louis e Joe Borgenicht ed Kowalski. Guida pratica per l'utente, risoluzione dei problemi e consigli utili per la corretta installazione e manutenzione. Attenzione! Prima di cominciare a leggere questo manuale, esaminate attentamente il vostro modello. Se qualcuna delle componenti standard risultasse mancante o non funzionante, rivolgetevi immediatamente al vostro centro assistenza. 

Nel caso in cui ci siano mammine to be alla lettura, vi lascio anche i link alle mie bacheche Pinterest (super segrete fino a qualche giorno fa), dove ho raccolto e continuerò a raccogliere ispirazioni per lui e la camerina, tenerezze e per me

lunedì 18 novembre 2013

"Profumo di biscotti" il libro della Vaniglia!


Io stringo tra le braccia, sinceramente commossa, il capolavoro della Ross. @vanigliacooking ti adoro.


Oh, siete arrivate! Venite, entrate. Datemi le giacche. Accomodatevi sul mio grande divano bianco, io metto l’acqua per il tè, prendo i biscotti e vi racconto una storia…
Ho conosciuto Rossella nel novembre del 2008, per precisione con questa torta di mele e mandorle al vino rosso. E, da allora, non l’ho più abbandonata. Mi sono accorta solo scrivendo questo post che ormai ci bazzichiamo da ben cinque anni (Ross, ma ci pensi?). Per me “Vaniglia – Storie di cucina” è il blog rifugio. Quello dove so sempre cosa mi aspetta che si tratti di una sfoglia con cipolla caramellata e pancetta croccante, una zuppa di lenticchie (fatta ieri Ross!), un crumble con indivia, mele, uvetta e noci, dei panini alla zucca o un cake al latte di mandorla e fiori d’arancio. Lei per me è il mio comfort blog.
Tutto questo per dirvi che ci tengo da morire a presentarvi il suo primo libro appena uscito. Si chiama “Profumo di Biscotti”, è edito da Bibliotheca Culinaria e lo stringo tra le braccia da quando mi è arrivato venerdì. È bello da morire. È la Ross fatta libro. L’ha fatto col cuore e ciò trapela da ogni scatto, ogni parola, ogni indicazione. Questo dolce ricettario è una certezza. E le ricette sono una garanzia. Inoltre, secondo il mio modestissimo parere di fanciulla con un certo fiuto, sarà il regalo perfetto per il Natale 2013. ;)
Quali biscotti mi piacerebbe provare? Tutti, ovviamente. Ma ammetto di avere un certo debole per i biscotti con agrumi e olio d'oliva, i sablés con farina di riso e fiori di lavanda, il gelato-biscotto, i pie pops e i carrés al cioccolato, sale, noci e vaniglia. :)
Potete acquistarlo in libreria naturalmente, oppure sul sito della casa editrice, su Amazon o su IBS.

giovedì 17 ottobre 2013

A capotavola

Letturine autunnali


Se vi piacciono le storie di cuochi, gastronomi e buongustai, questo libro potrebbe fare al caso vostro. La storia della cucina spiega come i “master chef” esistano fin dall’antichità e non siano solo una moda recente. Senza contare che alcuni piatti o drink celebri (dalla salsa Béchamel al filetto alla Wellington, dalla Chateaubriand ai tournedos Rossini, dal cocktail Martini al Bellini) portano il nome di chi in cucina o dietro il bancone di un bar non c’è mai stato. In questo libro, gli autori Laura Grandi e Stefano Tettamanti raccontano le vite di una serie di personaggi che ai fornelli sono nati e vissuti e di altri che, a volte per un puro caso, oggi commemoriamo per il loro ruolo centrale nella storia del mangiare e bere. Curiosità, paradossi e aneddoti sulle biografie di una galleria di nomi più o meno celebri, a volte addirittura sconosciuti, a volte appartenenti alla mitologia – come Elena di Sparta –, alla narrativa – come Jules Maigret –, alla filosofia – come Epicuro. In questa raccolta di vite abbastanza straordinarie fanno la loro comparsa anche Arthur Guinness e Ave Ninchi, uomini politici come il presidente americano Jefferson e Winston Churchill, cuochi celebri come Auguste Escoffier e Luigi Carnacina, scrittori, attori, monarchi, scienziati, musicisti, industriali, inventori geniali e persino Nonna Papera. Buona lettura!

"A capotavola - Storie di cuochi, gastronomi e buongustai" di Laura Grandi e Stefano Tettamanti, ed. Mondadori. 

lunedì 20 maggio 2013

Il pan'ino


Piccola felicità del giovedi mattina: il perfetto grembiule di lino e "Il pan'ino"


"Cosa c'è di più semplice di un panino? Pane e companatico, un taglio nel mezzo e farciture a piacere". Già. Ed aggiungerei che, se ben fatto, cosa c'è di più buono di un panino? Oggi parliamo di libri di ricette. O meglio, parliamo de "il PAN'INO" della sempre più bella Guido Tommasi Editore. Un libro uscito alla fine dell'anno scorso, al quale facevo la corte non appena arrivato in libreria. Complice una visita con calma assieme alla mamma a La Feltrinelli di Firenze ed oplà! In men che non si dica ne stavamo acquistando ben due copie! 
Un libro semplice, schietto, che parla anche di Firenze. Perché? Perché in Via dei Georgofili 3r/7r c'è 'Ino: un luogo dove la vita va vissuta con gusto. "Quando Alessandro Frassica ha immaginato il suo pan’ino cercava uno strumento per raccontare storie, per dipanare racconti stratificati proprio lì, tra il pane e il suo companatico. Perché certo se il panino è semplice non per questo è facile.
 Alessandro si è messo in cerca degli ingredienti, delle materie prime e lì ha trovato le persone: produttori di pecorino, di mortadella, di salame rosa, le conserve beneventane, gli affinatori di gorgonzola di Verbania, la scamorza bianca e fresca che viene dalla Puglia, e ancora alici di Cetara, bottarga di Cabras, ‘nduja, carciuga e caciocavallo, mostarda di peperoni e stracci di burrata, finocchiona toscana e taleggio bergamasco, e il pane che riesce a contenere tutto questo e molto, molto di più. Poi Alessandro ha studiato le associazioni, le consistenze e le temperature, perché un pan’ino non è a caso, perché il sapido deve esser compensato dal dolce, perché la tapenade ammorbidisce e regala umidità, perché il pane va scaldato ma non seccato e allora il panino diventa un modo semplice per dire tante cose eccellenti, per trovarsi in bocca in un morso solo una complessità di sapori capace di dare emozioni".
Insomma, non vedo l'ora di trarre gustosi spunti per le nostre impegnative passeggiate in montagna. Ah, last but not least, ho finalmente trovato il perfetto grembiule di lino che sognavo da tempo. Quanto amo la mia Firenze! ♡

mercoledì 8 maggio 2013

Sono su Sale&Pepe di maggio!


Sale&Pepe di maggio


Semplicemente pepe rosa è sul numero di maggio di Sale&Pepe! Evviva! :) In realtà ho saputo questa cosa diverso tempo fa, addirittura prima della partenza. Ma tra viaggio, rientro incasinato e virus bastardo, non sono riuscita a pubblicare questo post quando avrei voluto. Dai, siete ancora in tempo a strapparvi qualche copia di mano... ;) Ringrazio ancora Barbara e la redazione della rivista per aver pensato a me e li informo, in modo totalmente disinteressato, che non c'è due senza tre. ;D Su dai, tutti in edicola! :*

mercoledì 12 dicembre 2012

Let's talk about books!


Let's talk about books!  Però domani sul blog...


Let’s talk about books! In effetti è un bel po’ di tempo che non si parla di libri da queste parti… Negli ultimi mesi mi è capitato – per pura fortuna e per le capacità di una giovane libraia “vecchio stile” - di collezionare una lista di titoli positivi. Uno più dell’altro. Ho intenzione di parlarvi di 5 libri: 3 sono romanzi veri e propri, mentre 2 sono divertenti “manuali”. Le vacanze si avvicinano e il tempo per dedicarsi a qualche lettura con lo spirito necessario anche. Era ora! Due cose. 1) Stendiamo un velo pietoso, come al solito, sulla traduzione italiana del titolo dei libri. Sembra che i traduttori ambiscano al premio del titolo più scemo. Si tratta, ovviamente, di una durissima lotta. 2) Ma la Newton Compton Editori come fa ad azzeccare tutti ‘sti bei librini nel settore della narrativa femminile? Chapeau! Anche per i fantastici prezzi (9.90 euro).

  1. “Mancano due giorni”, disse lui. Lei nascone la testa dietro la sua spalla ed emise un gemito. “Non me lo ricordare, sono terrorizzata”. “Adesso basta”. Adam trovò la sua mano e la strinse. “Sei grande. Questo è quello che hai sempre voluto, ricordi? Il tuo negozio, dove venderai le cupcakes preparate da te”. “Sono ancora terrorizzata”, disse lei con voce smorzata. “E se non viene nessuno?”. “Certo che verranno”. Le alzò la mano e contò le dita. “Uno, il negozio è nuovo. Due, è il primo negozio di cupcake di Clongarvin. Tre, è fantastico – in gran parte per merito mio – e la posizione è perfetta. Quattro, nessuno prepara cupcake come te. Cinque, praticamente le regali”. “Cupcake club” di Roisin Meaney, ed. Newton Compton Editori   
  2. I cupcake l’avevano salvata. Era quello che pensava Leilani Trusdale, mentre faceva un buchetto nell’ultimo cupcake, metteva da parte lo scavino e prenderva il sac à poche pieno di crema di lamponi e cioccolato fondente. Ne ispirò il profumo. Incredibile davvero il potere che aveva una porzione tanto piccola di dolce bontà. I cupcake erano la sua salvezza. “Un amore di cupcake” di Donna Kauffman, ed. Tre60.   
  3. La decisione di lasciare la villetta che condividevamo e andare a vivere in un “nido d’amore” per conto nostro era arrivata dopo diversi mesi di cauta negoziazione. Mi ero ritrovata a tentare di convincere Simon con la promessa di sesso da urlo, colazioni a cinque stelle, soffici tovaglie bianche e un frigorifero Smeg traboccante di birra fredda, Infilavo bigliettini nelle sue scarpe e nella sua borsa da ginnastica per ricordargli quanto fosse meraviglioso, in modo che lui potesse rendersi conto di quanto io dossi meravigliosa. Cucinavo meringhe alla vaniglia servite con cucchi aite di panna e appena sfornate gliele mettevo stto il naso (chi poteva resistere?); gli spalmavo la mia costosa crema per i piedi, lo lasciavo giocare al Nintendo Wii anche se desideravo guardare Relocation, Relocation, speranod di assorbire lo stile di Kirsty Allsopp. Senza vergogna, lo so. Ma avere la nostra casa era diventato follemente importante per me. Alcune ragazze smaniano per le borse di Marc Jacobs, per me una vera casa è la cosa più importante. “Amore zucchero e cannella”, di Amy Bratley, ed. Newton Compton Editori. 
  4. Carrie ha le Manolo, Becky la sciarpa verde, Audrey il tubino nero: e tu? Bè, ecco… I cappelli, le sciarpe e la mia adorata Le Pliage Cuir... ;) Questo libro è un manualetto pratico e divertente che guarda alla moda in modo intelligente. Sonia è brava con la B maiuscola. Non devo certo dirvelo io che ha talento da vendere, no? Ecco, però, posso dirvi che questo sarà il regalo di Natale 2012. Perfetto per le amiche, le cugine e le sorelle. “Come vivere alla moda” di Sonia Tiffany Grispo, ed. Newton Compton Editori.  
  5. “La cosa più bella quando si fa un regalo è riuscire a sorprendere (che non vuol dire causare uno shock)”. Verissimo. E poi come si fa a dare torto a Rita Konig? Un manualetto scritto con una divertente ironia di fondo che sdrammatizza certe situazioni cruciali. È un libro di qualche anno fa, che di tanto in tanto adoro rileggere. Per aggiungere stile alla vita di tutti i giorni. “Domestic Bliss” di Rita Konig, ed. Luxury Books.

giovedì 15 novembre 2012

Sale&Pepe Kids!


Copertina Sale&Pepe kids


Audite, audite! Semplicemente pepe rosa è sul numero di dicembre di Sale&Pepe kids! Ebbene sì. E non potete immaginare quanto mi abbia fatta felice questo piccolo regalo... :) Per prima cosa devo ringraziare Barbara e la redazione della rivista per aver pensato a me e poi Gaia per avermi dato la notizia in anteprima martedì pomeriggio. Adesso non vi resta che correre in edicola a cercare Sale&Pepe kids! ;) Se abitate a Firenze, però, lasciate perdere in partenza, perché i miei genitori hanno già saccheggiato tutte le edicole del capoluogo toscano... ;D
Per oggi avevo in programma una deliziosa ricettina, ma ieri sera - mentre preparavo una quantità industriale di minestrone e sfornavo una bella torta di mele -, ho deciso di farla slittare a domani e godermi anch'io il mio quarto d'ora di celebrità. In fondo non si nega a nessuno, no? ;) A domani!

Blogger Kids Natale 2012

lunedì 9 gennaio 2012

Riassumendo...


La mia città


Benritrovati! Avete trascorso delle buone feste? Io sì, ma mi siete mancati. Tutte le volte che mi forzo a staccare la spina dal blog per un po' capisco quanto sia importante e terapeutico questo spazio per me. E così, ritorno più pimpante che mai! ;)
A farmi ricaricare le pile hanno sicuramente contribuito le due settimane di ferie che ho trascorso quasi interamente in Toscana. Ma cosa ha fatto "miss semplicemente pepe rosa"? Bè...

venerdì 3 giugno 2011

Bento: i libri

Se avete intenzione di comprare un unico libro a tema bento, questo è quello che non può mancare tra gli scaffali della vostra libreria. Gli ho fatto una delle corti più spietate di cui so essere capace, finché un giorno - come per magia - me lo sono ritrovato nelle mani durante una divertentissima cena londinese. A regalarmelo è stata la mitica Franci aka miparevastrano. E credo che non le sarò mai grata a sufficienza. 
Si tratta di un libro con la L maiuscola. Fatto stupendamente bene da una che di bento se ne intende parecchio: Makiko Itoh, l'autrice del bellerrimo blog Just Bento.
Il libro - oltre a contenere ricette semplici, gustose e geniali (150 per la precisione) - è ricco di consigli stra-utili per tutti coloro che vogliono approfondire seriamente l'argomento. E così troverete: un glossario degli ingredienti giapponesi, una tabellina di marcia che vi può aiutare a semplificare la preparazione mattutina del vostro bento, la top ten delle bento-regole di Makiko,...

venerdì 5 novembre 2010

Tea an everyday indulgence...


Il tempo delle zucche...


Mini cake di butternut squash e gocce di cioccolato fondente


When all is ready and a good kettle of water boiling, prepare the table in the drawing room - this may or may not be covered with a cloth according to its kind, but if one is used it must be as dainty as possible - there is nothing prettier than the all-white cloth, embroidered or trimmed with lace.

Secrets of Success Afternoon Tea Tableware
  • The beauty and delicacy of the china is most important.
  • It is usual to have small thin cups an saucers of some dainty design with teaspoon of a suitable size.
  • All the silver must be very bright.
  • Plates are not as a rule required, unless cream cakes or other similar dainties are being offered.
  • When used, the plates must be quite small in size.

Questo bel librino l'ho scovato da Anthropologie. Si tratta di un pocket size delight edito da Copper Beech Publishing
Nel weekend preparatevi un tè e qualche scones. Accomodatevi sul divano con il vostro portatile e perdetevi nel sito di questa magica casa editrice. Turn back the years to a time when life was less hurried. Step into a world of afternoon teas, impeccable manners and advise for good housekeeping...

I mini cake sono deliziosi: morbidissimi e con un cuore fondente. Sono ideali anche per tutti coloro che non amano la zucca. Con me convive un esemplare di questa strana specie che li ha mangiati di gusto senza sapere cosa contenessero... Quindi, shhhh, non diteglielo! Lo so, sono diabolica... ;)


MINI CAKE ALLA ZUCCA E GOCCE DI CIOCCOLATO

Ingredienti per 8 mini cake (o un classico cake)
  • 300 g di farina "00"
  • 150 g di zucchero
  • 160 g di polpa di zucca (io ho utilizzato la butternut squash)
  • 100 g di gocce di cioccolato fondente
  • 100 g di burro sciolto
  • 120 ml di latte fresco intero
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 pizzico di sale
Taglia la zucca a cubetti e cuocila a vapore per circa 30/40 minuti (o fino a che sarà morbida). Lasciala raffreddare e poi frullala fino a ridurla in purea. 
Accendi il forno a 180° gradi. Con una frusta elettrica sbatti le uova, lo zucchero, il burro e la vaniglia fino ad ottenere un composto gonfio ed omogeneo. 
Setaccia la farina, il lievito e il pizzico di sale e aggiungili al composto di uova. Mescola bene per amalgamare. Aggiungi il latte e mescola di nuovo.
A questo punto aggiungi la purea di zucca e le gocce di cioccolato. Mescola bene! 
Suddividi il composto negli stampini e inforna. Cuoci per 20 minuti a 180° gradi. Se prepari un cake grande cuoci a 180° per circa 50 minuti-un'ora. Fai la prova stecchino! 

lunedì 4 ottobre 2010

Hembakat är Bäst


I want it!


Vaniljhorn (vanilla horn) 1

Vaniljhorn (vanilla horn) 2


Carolina arrivi "dopo i fochi" avrebbero esordito dalle mie parti. Se andava bene, altrimenti mi beccavo pure un "bischera"! ;)
Sì, forse sì, dato che oramai ne hanno parlato in molti. Ma io questa cosa l'ho scoperta la settimana scorsa su "My afternoon project" e continua a frullarmi in testa da allora...
Ma se non mi sbaglio abbiamo una nuova rubrica da queste parti, giusto? E questo libro mi fa impazzire... A me l'Ikea in genere fa impazzire. Io ci vivrei lì dentro. Una vita a metà tra "Qui dove batte il cuore" e "The Terminal". Solo che io vorrei essere la protagonista dentro l'Ikea. Ma vi immaginate: la notte dormirei nel letto Mandal, la mattina farei colazione in quella cucina che fa tanto casa in campagna con le piastrelle rosa confetto e il tavolo di legno consumato, poi mi metterei a leggere un libro sulla sedia a dondolo Poäng, giocherei con i barattoli Burken (anzi, mamma ti prego comprameli!) e così via...
E poi volete raccontarmi che lo sapete già proprio tutti? No, non ci credo...
Così, per gli eterni ritardatari come me, ecco qua l'ultimo capolavoro nato in casa Ikea. Il libro si intitola "Hembakat är Bäst" che tradotto dalle nostri parti significa che le cose fatte in casa sono le migliori. Insomma: homemade is best. Meglio così?!
Il fotografo è il bravissimo Carl Kleiner che non conoscevo, ma del quale mi sono già innamorata. Lo spirito del cookbook made in Ikea è quello di illustrare ogni ricetta come se fosse un manuale di istruzioni per assemblare casalinghi. Così gli ingredienti sono disposti in modo allineato e geometrico. Per ogni ricetta ci sono due immagini: una illustra il prodotto finito e una quello destrutturato.
Il libro è appena stato pubblicato e sembrerebbe che in Svezia venga distribuito gratuitamente nelle varie Ikee (ecco un buon motivo per partire immediatamente alla volta del grande Nord).
Quando arriverà da noi? Volete saperlo, eh? Mamma posa immediatamente le chiavi della macchina, perché tanto all'Osmannoro non lo troverai... ;) Si, perché sembrerebbe proprio che in Italia non ci sia traccia di questo libro... Arriverà, non arriverà? Non saprei dirvelo. Anzi, se c'è qualcuno che ne sa più di me sarei ben lieta di ascoltarlo o leggerlo...
Ecco, adesso, so anche che sulla sedia a dondolo Poäng vorrei leggere "Hembakat är Bäst". Impronunciabile come tutto il made in Ikea, ma così geniale... E poi questo non va nemmeno montato! ;)


Mandelmusslor (almond shells) 1

Mandelmusslor (almond shells) 2



Fina Kanelbullar (cinnamon buns) 1

Fina Kanelbullar (cinnamon buns) 2

lunedì 7 giugno 2010

Consigli per gli acquisti!


Oggi si parla di letture... :)
Vi lascio alcuni consigli per gli acquisti senza raccontarvi niente, perché i libri parlano da soli...
Vi auguro solamente una buona lettura!



"... Mentre Nora grattugiava la scorza del primo pomelo, il profumo intenso del grande pompelmo cinese non solo assorbì l'odore di pesce dalle sue mani, ma ebbe un effetto così piacevolmente calmante sulla sua monte da dissolvere lo stress per la fatica che l'attendeva. La torta avrebbe avuto quattro piani, ognuno con un gusto diverso di agrume - pomelo alla base, arancia al secondo livello, limone al terzo e lime in cima. Praticamente quattro torte rotonde con la glassa bianca, di dimensioni decrescenti dal basso verso l'alto, e separate da piatti decorati e coppe cilindriche contenenti i veri frutti: pomeli, arance e limoni. In cima a tutto un lime intagliato come una replica in miniatura della torta. Era una variante di un dolce simile, realizzato dal celebre laboratorio Maisie Fantaisie, che aveva visto a un matrimonio a Londra cui lei e Evan erano stati invitati. Con la sorprendente altezza e i colori solari mirava a spegnere il frastuono e la confusione nella mente degli invitati che ammiravano la torta. Doveva essere un'esperienza di bellezza e semplicità, doveva comunicare la sensazione di essere davvero vivi. Avrebbe anche intrecciato rami carichi di mandarini cinesi e distribuito frutti sciolti di limone e lime intorno alla torta perché il profumo sorprendente degli agrumi accompagnasse la festa per gli occhi. Sperava di esaltare quel momento creando un dolce dalla consistenza così delicata e dal gusto così raffinato che per un attimo non contasse nient'altro all'infuori di quell'esperienza...".
"La bottega dei desideri" di Karen Weinreb, ed. Garzanti Libri.



"... Il menu da struttura alla cena e ne trasmette il tema e l'atmosfera. Il tema può essere arguto o nostalgico, letterario o rustico. Si sviluppa durante il pasto con una sequenza di note musicali. Prima di iniziare si deve tenere presente il concetto di opulenza. Troppo è perversione. [...] Non c'è una sola struttura possibile, si possono usare molte forme. Tuttavia ce n'è una classica, che può servire allo chef come base: quattro antipasti e quattro portate principali più la zuppa, oppure in circostanze più importanti e sfarzose, otto e otto. Gli antipasti dovrebbero divertire, fissando al contempo il tema e lo stile del banchetto. Seguono le portate principali: si comincia con un fritto leggero, sottile come un velo, qualcosa che faccia colpo. Poi una zuppa, ricca e densa, a base di pesce. Dopo di che un pollo, per dare un tocco inaspettato. Poi una verdura leggera, sana, per purificare, e una seconda zuppa, diversa dalla prima. Dopo questi piatti si raggiunge il punto in cui il menu va oltre il cibo per diventare una danza della mente. È il momento in cui si gioca con il commensale. Vengono qui serviti i piatti di artificio, pietanze che arrivano in tavola sembrando una cosa per poi rivelarsi tutt'altro. Potremmo avere piatti che celebrano le conoscenze del commensale in fatto di pittura, poesia e opera, o piatti che stimolano la creazione poetica a tavola. Molte cose possono solleticare l'intelletto, ma solo se sono pianificate nei minimi dettagli e audacemente eseguire...".
"L'ultimo chef cinese" di Nicole Mones, ed. Neri Pozza.



"... Ho racchiuso l'eternità nella scorza delle mie parole, e domani morirò. Tra quarantotto ore morirò - o forse da sessantotto anni non faccio altro che morire, e mi degno di notarlo solo oggi. Comunque sia, il verdetto del mio medico e amico Chabrot è giunto ieri: "Vecchio mio, ti restano quarantott'ore di vita". Che ironia! Dopo decenni di abbuffate, di fiumi di vino e ogni tipo di alcol, dopo una vita passata tra burro, panna, salse, fritture ed eccessi interrotti, orchestrati con sapienza e curati con minuzia, i miei più fedeli luogotenenti, sua signoria il Fegato e il suo accolito lo Stomaco, sono in forma smagliante, mentre ad abbandonarmi è il cuore. Muoio per un'insufficienza cardiaca. E che amarezza, poi! Dopo aver sempre rimproverato agli altri di non mettere abbastanza cuore nella loro cucina e nella loro arte non avrei mai pensato che alla fine venisse a mancare proprio a me, che il cuore mi tradisse così brutalmente, con un'arroganza a malapena dissimulata, tanto ha fatto in fretta a mandarmi al patibolo... Morirò, ma questo non ha importanza. Da ieri, dopo le parole di Chabrot, solo una cosa mi interessa. Morirò e non riesco a ricordare un sapore che mi frulla nel cuore. So che quel sapore è la verità prima e ultima di tutta la mia vita, e possiede la chiave di un cuore che da allora ho messo a tacere. So che è un sapore dell'infanzia o dell'adolescenza, una pietanza primordiale e sublime che precede qualsiasi vocazione critica, qualsiasi desiderio e pretesa di parlare del mio piacere di mangiare. Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso e che, alle soglie della morte, si manifesta come l'unica verità che in vita mia sia stata detta - o messa in pratica. Lo cerco e non lo trovo...".
"Estasi culinarie" di Muriel Barbery, ed. Edizioni e/o.



"... Tutti, da quelle parti, sapevano che le pietanze preparate con i fiori che crescevano intorno al melo del giardino delle Waverley avevano effetti curiosi su chi le consumava. I biscotti con la marmellata di lillà, i dolci al tè di lavanda e le torte al tè con la maionese di nasturzio che le Dame di Carità ordinavano per le riunioni mensili davano loro il dono di mantenere i segreti. I boccioli di dente di leone fritti su riso con petali di calendola, i fiori di zucca ripieni, la zuppa di bacche di rosa assicuravano che gli amici notassero solo la bellezza della tua casa e nessun difetto. Il burro al miele di agastache spalmato sui toast, le caramelle di angelica, e le tortine ricoperte di viole del pensiero cristallizzate rendevano i bambini giudiziosi. Il vino di caprifoglio servito il Quattro Luglio regalava l'abilità di vedere al buio. Il sapore balsamico della salsa preparata con bulbi di giacinto donava malinconia e faceva ripensare al passato, le insalate di cicoria e menta davano la certezza che qualcosa di buono sarebbe accaduto, che poi accadesse oppure no...".
"Il profumo del pane alla lavanda" di Sarah Addison Allen, ed. Sonzogno.


Vi ricordo che il 17 giugno scade il contest "Quell'ingrediente di troppo". Affrettatevi!

giovedì 11 febbraio 2010

Un grande grazie e un piccolo meme...

C'era una volta...

Grazie!
Sì, grazie di cuore a tutte voi, perché siete riuscite a farmi arrivare tutto l'affetto e l'incoraggiamento possibili. Mi piacerebbe tanto potervi ringraziare una ad una bussando alla vostra porta con una bella fetta di torta e un abbraccio, ma purtroppo pare che questo non sia possibile! E così vi ringrazio qui... E quindi, grazie a chi ha lasciato un commento sul blog, a chi mi ha scritto in privato, a chi ha fatto entrambe le cose, a chi mi ha pensata, a chi mi ha suggerito di esorcizzare la paura dell'ultima notte prima della discussione in puro stile Ally McBeal, a chi mi ha dedicato una fata che mi proteggesse e a chi ieri c'era davvero...
Vi ho pensate, ed è stato un po' come avervi tutte lì con me sedute davanti alla commissione per farmi coraggio... ;)
Ieri pomeriggio è andata davvero bene ed ho avuto una grande soddisfazione... Adesso mi trovo in quella fase in cui si è molto felici e sollevati, ma senza capirne fino in fondo il perché! Ancora non ho ben realizzato di aver finito e di averlo fatto nel migliore dei modi e così mi lascio cullare da questo piacevole senso di stordimento... In un divertente delirio di baci, abbracci, foto, fiori, complimenti, "siamo proprio fieri di te", pacche amichevoli, battute e risate... :)

Questo meme, visto da Salsadisapa, Wennycara e vaniglia, l'ho trovato subito intrigante... Ma ho pure pensato che per farlo ci voleva tempo ed io sul momento non ne avevo. Allora è stato rimandato al post laurea, come solitamente rimando la sperimentazione di una bella torta al fine settimana. Poi in un batter d'occhio al tempo libero ci siamo arrivati, proprio come si arriva al weekend... Così, ieri sera prima di andare a letto, in pigiama e con i fiori di camomilla in infusione in una tazza sul bel mobile di legno mi sono seduta davanti alla mia libreria e ho preso appunti...

SEI UN UOMO O UNA DONNA?
Le ragazze di Sanfrediano - Vasco Pratolini

DESCRIVITI:
Ragione e Sentimento - Jane Austen

COME TI SENTI?
Alice nel paese delle meraviglie - Lewis Carroll

DESCRIVI DOVE VIVI AL MOMENTO:
Il mio paese inventato - Isabel Allende

SE POTESSI ANDARE OVUNQUE, DOVE ANDRESTI?
In un paese bruciato dal sole - Bill Bryson

COSA AVRESTI VOLUTO FARE DA GRANDE?
La scuola degli ingredienti segreti - Erica Bauermeister

LA COSA CHE TI FA SOFFRIRE MAGGIORMENTE:
Cent'anni di solitudine - Gabriel Garcia Marquez

UNA COSA CHE NON FARAI MAI:
Io uccido - Giorgio Faletti

TU E IL/LA TUO/A MIGLIORE AMICO/A SIETE?
Piccole Donne - Louisa May Alcott

COSA TI MANCA?
Il profumo del pane alla lavanda - Sarah Addison Allen

LA STAGIONE IN CUI TI SENTI PIÙ VIVO:
Quella sera dorata - Peter Cameron

MOMENTO PREFERITO DELLA GIORNATA:
Dolci fatti in casa - L. e G. Laurendon

SE LA TUA VITA FOSSE UNO SHOW TELEVISIVO, COME SI CHIAMEREBBE?
1984 - George Orwell

COS'È LA VITA PER TE?
Follia - Patrick McGrath

UN ANNO CHE NON SI PUÒ DIMENTICARE:
A year in my kitchen - Skye Gyngell

LA TUA RELAZIONE:
Favola d'amore - Herman Hesse

HAI PAURA DI:
La casa degli spiriti - Isabel Allende

IN ALCUNI MOMENTI TI SENTI...
D'amore ed ombra - Isabel Allende

UN LUOGO IN CUI NON SEI MAI STATO:
Caffè Babilonia - Marsha Mehran

MEZZO DI TRASPORTO PREFERITO:
Firenze in quattro stagioni - Paola Zannoner

QUAL È IL MIGLIOR CONSIGLIO CHE TU POSSA DARE?
Non ti muovere - Margaret Mazzantini

UNA COSA DI CUI SEI CONSAPEVOLE:
Consumo, dunque sono - Zygmunt Bauman

OGNI TANTO PENSI CHE...
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto - Paulo Coehlo

DI COSA HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO:
Pane e acqua di rose - Marsha Mehran

OGNI TANTO TI DOMANDI...
Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson

PENSIERO DELLA GIORNATA:
Io non ho paura - Niccolò Ammaniti

SE POTESSI RIAVERE INDIETRO QUALCOSA DALLA VITA COSA VORRESTI?
Profumo - Patrick Süskind

IL TUO MOTTO:
La tranquillità dell'animo - Seneca


La foto è di Michele (il ragazzo di mia sorella) che ieri è stato il mio efficientissimo fotografo ufficiale... Grazie!

giovedì 7 gennaio 2010

I lettori golosi...

Altro regalino di Natale e altra recensione...
"Il giardiniere goloso" è un libro scritto da Cristina Bay e Gottardo Bonacini che fa parte della collana "Il lettore goloso". Si tratta di una collana che mi piace molto e che comprende altri volumini interessanti e realizzati davvero bene che vengono pubblicati dalla casa editrice Ponte alle Grazie.
È un libro che è dedicato a tutti coloro che amano e vorrebbero dedicarsi alla coltivazione di erbe aromatiche, ortaggi e frutta da poter poi utilizzare nei propri piatti. Insomma, direttamente dall'orto alla tavola senza passare per il supermercato! Gli autori ci insegnano come fare per coltivare in vaso o in terra determinate piante e quali sono le più adatte a noi e alle nostre esigenze di terrazzo, piccolo angolo verde o vero e proprio giardino.
Nel libro le piante sono state suddivise in due gruppi: quelle che possono essere coltivate in vaso e quelle che invece necessitano di un vero e proprio orticello. Ad ogni pianta (erba aromatica, ortaggio o frutto) è dedicato un intero capitolo all'interno del quale vengono illustrati le sue caratteristiche principali, qualche cenno storico, i principali metodi di conservazione e alcune ricette (molto carine!). Inoltre è presente una parte che spiega nel dettaglio come eseguire alcuni dei principali metodi di conservazione, come ad esempio l'essiccazione, la congelazione, e la conservazione in barattolo. Alcuni attori protagonisti di questo libro sono il dragoncello, l'erba cipollina, il cerfoglio, il basilico, la santoreggia, le fragole, il porro, lo scalogno, la borragine, la zucca, il rabarbaro, il melograno,...
Pare che il benessere che si può ricavare dalla cura delle piante sia grande ed è buffo notare come molti personaggi del passato abbiano impiegato tempo ed energie in questo passatempo. Uno di questi è stato ad esempio Herman Hesse, che amava circondarsi di un proprio orto, che curava personalmente, ovunque abitasse. Orto che si potrebbe dire aver avuto su di lui e sulla sua produzione artistica effetti realmente benefici... ;)

"Il giardiniere goloso" di Cristina Bay e Gottardo Bonacini, ed. Ponte alle Grazie.

lunedì 28 dicembre 2009

Skye Gyngell e Petersham Nurseries

Era da molto tempo che facevo la corte a questi due libri, più o meno dai tempi di Londra e da quando mia madre mi aveva mostrato un articolo su Marie Claire Maison che parlava dell'incantevole Petersham Nurseries, un'oasi verde situata nel Surrey in Inghilterra (e adesso sedetevi, rilassatevi, cliccate su questo ultimo link e ammirate fino in fondo la meraviglia di questo posto più unico che raro...). Durante l'anno devo essermi comportata discretamente bene, perché il Babbo Natale della mia dolce metà me li ha recapitati entrambi! :) 
Da quando ho ricevuto queste due meraviglie della bravissima Skye Gyngell non faccio altro che sfogliarle, ammirarle e provarle (per i regalini di Natale mi sono dedicata ai mandarini ed ai cedri canditi ricoperti di cioccolato fondente)... E proprio da qui nasce l'idea di parlarvene un po', anche perché credo che in Italia quest'autrice sia purtroppo pressoché sconosciuta. Ma cerchiamo di procedere con ordine...
A circa 10 km dal centro della caotica Londra si trovano Petersham Nurseries e il suo Cafè. Si tratta di un vivaio (anche se chiamarlo così mi pare sinceramente riduttivo...) dove tutto è pensato all'insegna del bello e dove selezionatissime piante fanno da contorno ad arredi antichi e non per la casa ed il giardino e ad un curato bistrò. Questo verde atelier è stato ristrutturato con estrema cura nell'arco di sei anni dai suoi proprietari (un torinese e un'australiana) che lo hanno trasformato in un piccolo e suggestivo eden.
Skye Gyngell è la chef del Petersham Cafè. Ma per me la sua cucina e i suoi libri sono molto di più... Probabilmente una sorta di "filosofia di vita" raccolta in ricette che potrei azzardarmi a definire "Carolina's style", nel senso di piatti che vengono elaborati nel rispetto totale delle stagioni e dei prodotti che queste hanno da offrirci. Preparazioni semplici, per niente elaborate nell'intento di non alterare gli ingredienti presenti, ma di esaltarne i sapori. La cucina base è quella mediterranea con qualche brioso tocco. Gli ingredienti che Skye utilizza sono per la maggior parte provenienti dal vegetable garden di Petersham Nurseries, mentre i restanti provengono da produzioni eco-sostenibili e da piccoli produttori di nicchia locali e non solo. E immaginatevi la bellezza di poter assaporare un filetto di branzino con finocchio di mare in salsa verde, o un antipasto di fichi e formaggio di capra, o ancora sorbetto di anguria ai petali di garofano, immersi nella pace più totale e nell'atmosfera di questo paradiso inglese circondati da lavanda, vimini, gerani, alberi da frutto e pezzi vintage di arredamento da esterni, tutto "condito" da quell'inconfondibile ed elegante gusto british...
Petersham Nurseries è un posto da gustarsi fino in fondo con l'ausilio di tutti i cinque sensi...

"A year in my kitchen" di Skye Gyngell.

"My favorite ingredients" di Skye Gyngell.

lunedì 19 ottobre 2009

"I Mangiari": a ognuno il suo...


Di recente mia madre mi ha fatto scoprire dei piccoli e deliziosi (in tutti i sensi!) ricettari...
Probabilmente molti di voi già li conosceranno, ma per chi invece non ne fosse a conoscenza, penso che possa essere utile presentarli brevemente...
Si tratta di libriccini (il formato è 12 x 16,5) della casa editrice Maria Pazzi Facini Editore che sembrano essere arrivati a noi direttamente dal passato. Le copertine sono semplici e colorate, sono stampati su una carta "rustica" che conferisce loro quel fascino dei libri di ricette d'una volta, e non contengono fotografie, ma delle illustrazioni che personalmente adoro. Sono lontani anni luce dai libri scintillanti e patinati delle case editrici alle quali siamo solitamente abituati e , proprio per questo motivo, a me piacciono tantissimo...
Ho già avuto modo di sperimentare varie ricette (mi sono innamorata di quello intitolato "Biscotti e dolcetti"...) e le ho trovate squisite e di ottima riuscita.
Penso che ognuna di noi possa trovare all'interno della collana "I Mangiari" quello adatto a lei...
Ad esempio, io consiglierei:








































E a voi quale piace?

lunedì 6 luglio 2009

Leggendo storie di vita e di cucine...


Come vi ho già accennato qui, in questo periodo non posso cucinare come vorrei... Ma tale senso di mancanza è attenuato dalla lettura e da dove questa mi "trasporta" assieme alla mia immaginazione. Ed è così che mi sono immersa nelle cucine degli altri! Alcune simili alla mia e quindi così familiari, altre di terre un po' più lontane, mediorientali, piene di spezie e di magia...

CAFFÈ BABILONIA


"... Nell'enorme frigorifero con lo sportello di vetro erano stipate grandi terrine blu di terracotta ricolme di insalata di pollo persiana (lenticchie, pomodoro, cetriolo, menta e pollo fritto), dolmeh e salsine (formaggio e noci, yogurt e cetriolo, babaganoush, un purè aromatico di melanzane, e hummus piccante, una crema di ceci) e, insieme alla feta, il formaggio stilton e il cheddar. Dall'altro lato della stanza, di fronte al frigorifero, c'era un enorme forno a legna per il pane. Nel suo ventre a cupola cuoceva l'ultima infornata di pane sangak, lungo più di un metro, che si gonfiava in monticelli dorati, decorato con spolverate di semi di papavero e di nigella. Il resto del pane (il lavash sottile come carta, il barbari croccante, grossi pezzi di sangak, ma anche un classico filone di pane bianco a fette) era già stato ricoperto con un tovagliolo per mantenerne la freschezza. E a sobbollire sui fornelli, sotto il controllo amorevole di Marjan, c'erano una piccola pentola di zuppa di cipolle bianche (che non ha niente a che fare con quella francese, perché utilizza foglie secche di trigonella e pasta di melagrana), l'ultima pentola di zuppa di lenticchie rosse e una pentola più grande di abgusht, una ricca pietanza a base di agnello, piselli spezzati e patate..."
"Caffè Babilonia" di Marsha Mehran, ed Neri Pozza

LA CUCINA COLOR ZAFFERANO


"... Accanto al biglietto, vicino a una pianta di basilico e un boccale di terracotta pieno di penne, c'era un vasetto di vetro con il coperchio nero. Quando lo presi in mano, mi lasciò sulle dita una polvere fine. Sul lato, nella grafia di mia madre, stava scritto Zaferan: inchiostro nero su un'etichetta bianca. Era colmo a metà di stami arancio, rossi e ocra, interi e frantumati: zafferano di croco. Svitai il coperchio e annusai il contenuto, e fu come aspirare l'essenza della mia fanciullezza. Aveva qualcosa quel profumo: terragno, acuto, dolce e delicato. Pensai a mia madre: doveva già essere arrivata a Mashhad. Conoscevo la città soprattutto in fotografia e per le storie che mi aveva raccontato, e un poco anche perché ci ero stata qualche volta durante le vacanze estive, quando ero molto piccola. Misi un pizzico di zafferano nella tazza e ci versai sopra l'acqua bollente, guardandola diventare lentamente color ambra..."
"La cucina color zafferano" di Yasmin Crowther, ed. Guanda

LA SCUOLA DEGLI INGREDIENTI SEGRETI


"... Spezza in due la cannella.
Il bastoncino di cannella era leggero, arrotolato come un friabile rotolino di carta di papiro. Non un bastoncino, ricordò lei mentre lo osservava più da vicino, bensì corteccia, il punto d'incontro tra il dentro e il fuori. Crepitò quando lei lo ruppe, rilasciando un aroma, in parte caldo e in parte dolce, che le fece pizzicare occhi e naso e formicolare la lingua anche se non l'aveva nemmeno assaggiato.
Aggiungi la scorza di arancia e la cannella al latte. Grattugia il cioccolato.
Il panetto duro e rotondo di cioccolato, avvolto in cellofan giallo a strisce rosse, era lucido e scuro quando lei lo scartò. Produsse un suono aspro mentre sfregava contro la sezione più fine della grattugia e cadeva in morbide nubi sul piano di lavoro, emanando un aroma di polverose stanze buie piene di cioccolato semidolce e vecchie lettere d'amore, cassetti in fondo ad antichi scrittoi e le ultime foglie d'autunno, mandorle, cannella e zucchero..."
"La scuola degli ingredienti segreti" di Erica Bauermeister, ed. Garzanti

PANE E ACQUA DI ROSE


"... Sulla cucina economica, una grande stufa verde marca Aga sopravvissuta a quattro guerre (civili e non) e a una ribellione di patrioti, sobbolliva una pentola di zuppa di melagrana. Dal coperchio fuoriusciva un profumo talmente erotico e provocante che, come la seducente Salomè, rivelava falsi profeti a ogni velato movimento. L'aroma dolce e languido delle melegrane si era avvolto attorno al cuore..."
"Pane e acqua di rose" di Marsha Mehran, ed. Neri Pozza

lunedì 1 giugno 2009

Solstizio d'estate



Un puro inno all'estate. Un libro ricco di suggerimenti per assaporare fino in fondo questa fantastica stagione...
Trascorrere le giornate il più possibile all'aperto è l'imperativo di questo periodo dell'anno.



Prendere il sole in riva al mare, passeggiare in montagna, fare pigri picnic al fiume, grigliare insieme agli amici al tramonto, pranzare in famiglia sotto il pergolato ricoperto dal gelsomino in fiore,...


Auguro a tutti voi di trascorrere con dolce lentezza le imminenti giornate estive...


Il libro è "Solstizio d'estate" di Nina Dreyer Hensley, Jim Hensley, Paul Lowe, ed. Luxury Books.

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