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lunedì 27 gennaio 2014

I coccoli!


Coccoli


Non esiste toscano che non sappia cosa sono i coccoli (altrimenti che toscano sei???). Ma per tutti gli altri la questione non è per niente ovvia. Si tratta di palline di simil pasta di pane fritte. I coccoli sono una tipica pietanza servita come antipasto accompagnata con stracchino e prosciutto crudo toscano. Oggi, purtroppo, si trovano in pochissimi ristoranti e quelli che li sanno fare davvero bene sono ancora meno. I miei genitori, però, raccontano che quando erano giovani i coccoli si trovavano facilmente nei chioschetti o nelle mitiche friggitorie che offrivano come finger food o street food (sai che invenzione quella di chiamarli così almeno 30 anni dopo!): fettine sottili di polenta fritte, frittelle di riso, bomboloni e, ovviamente, coccoli. Te li avvolgevano in un cono di carta gialla et voilà! Oggi le friggitorie sono completamente sparite, ma i coccoli si possono preparare facilmente in casa. Ecco qua la mia ricetta. Perché come dice mia nonna Armida: "Fritta l'è bona anche una ciabatta!". 


COCCOLI

Ingredienti per 6 persone
  • 300 g di farina
  • 30 g di lievito di birra fresco
  • 40 g di burro (o strutto)
  • 1 bicchiere di latte (o bodo)
  • sale
  • olio per friggere
Sciogli il lievito nel latte tiepido (o nel brodo) e versalo al centro della farina che avrai disposto a fontana. Aggiungi il burro (o lo strutto), un pizzico di sale e impasta bene fino ad ottenere un composto morbido tipo pasta di pane. Fai una palla e lascia lievitare per un paio d'ore. Prendi dei pezzettini di pasta con le mani e forma delle palline di circa 2 cm di diametro. Friggile in abbondante olio bollente. Servi caldissimi e cosparsi di sale con affettati e stracchino.

lunedì 7 ottobre 2013

Frittatine trippate


Frittatine Trippate


Avete mai sentito parlare delle frittatine trippate? No? Ok, allora salgo un attimino in cattedra. ;) Si tratta di un semplicissimo piatto della cucina popolare fiorentina che sostituisce la famosa trippa con una frittata. La frittata viene arrotolata e tagliata a listarelle in modo da assomigliare vagamente alla trippa. Io, che amo le uova accostate al pomodoro, trovo che sia un modo divertente, gustoso e diverso per proporre la classica frittata. E, soprattutto, chi come odia profondamente la trippa questa è l'unica versione che riesce a sopportare. I bambini le adorano ed ecco che allora facciamo finire di diritto questa ricettina in "Quelli che... La pappa NO!". 



FRITTATINE TRIPPATE

Ingredienti per 4 persone
  • 100 g di farina
  • 3 uova
  • 200 g di panna fresca intera (o latte)
  • 70 g di burro
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • salsa al pomodoro
  • parmigiano grattugiato
  • sale
In una ciotola mescolate le uova, il sale e la farina, poi poco alla volta aggiungete la panna (o il latte) e 30 g di burro fuso, quindi mescolate bene il tutto in modo che non ci siano grumi. Mettete sul fuoco una padella antiaderente piuttosto piccola con un pezzetto di burro e preparate 4 - 5 frittatine. Una volta cotte e raffreddate, arrotolale una per una e con un coltello tagliale a listarelle larghe circa un centimetro. In un tegame metti della salsa di pomodoro (la pomarola è perfetta oppure puoi ripiegare anche su dei pelati rosolati con olio e basilico) e buttaci dentro le frittatine tagliate. Fai insaporire un po', aggiungi il prezzemolo e poco prima di servirle cospargi di parmigiano.

giovedì 20 giugno 2013

Le zucchine della nonna Beppina


Zucchine ripiene della nonna Beppina e buon pranzo della domenica a tutti voi


Sono quasi quattro anni che non vivo più in Italia. E, in questo periodo, ho imparato alcuni piccoli e fondamentali trucchi per la sopravvivenza lontano da casa. Uno di questi è il potere di Skype. Già perché Skype ha la grandissima capacità di annullare la distanza, qualsiasi essa sia. Valeva per Firenze - Londra ed è altrettanto valido per Firenze - Ticino. Ti senti, e ti vedi, tramite il computer e non hai l'impressione di non vedere dal vivo una persona da un mese, tre, sei o più. Se c'è qualcosa che non va te ne accorgi immediatamente e questo mi dà una sicurezza infinita. Soprattutto se, come me, avete dei genitori che tendono teneramente a nascondervi qualsiasi cosa, seppur minuscola, che non fili liscia come l'olio per non farvi preoccupare. Ecco, Skype li ha fregati. Un altro trucco è assaporare fino in fondo ogni singolo istante del weekend o della settimana che si ha la fortuna di trascorrere a casa. Io in questo sono bravissima. Praticamente divento una cozza attaccata alla scoglio-madre. Sono tornata ad essere una 3enne. "Mammina vieni in bagno a struccarti con me?". "Mami mi fai compagnia mentre l'Elisa mi fa lo shatush?". "Ti accompagno dal macellaio". Che volete farci, io ottimizzo i tempi. Sono diventata una maestra. Potrei fare un corso di ottimizzazione del tempo trascorso con i propri genitori for dummies. Infine, l'ultimo trucchetto è la cucina. Alzi la mano quale buon emigrato italiano non perde il sonno nel tentativo di riprodurre gli amati piatti di casa. C'è la mia cara amica Flavia, santa ragazza, che a Shanghai le ha provate tutte. Suppongo che nella sua cucina cinese ci sia la succursale di un ristorante italiano. Assaporare i piatti di casa a migliaia di km di distanza è terapeutico. Scioglie le tensioni, ti aiuta a vedere le cose in un'altra prospettiva (spesso quella giusta) e, magari, ti fa venire anche i lucciconi... :) Non avete idea dei pianti in solitaria che si fanno mangiando la pasta con le sarde, i bucatini all'amatriciana, l'abbacchio o la trippa. Commovente, davvero. 
Queste zucchine ripiene sono una di quelle amate ricette che sanno di casa, in particolare di mamma e di nonna che le faceva prima di lei. Nel weekend appena trascorso sono riuscita a mangiarne sei senza fare una piega. Ah, e nemmeno un luccicone. ;)



LE ZUCCHINE DELLA NONNA BEPPINA

Ingredienti per 4 persone
  • 8 zucchine tonde
  • 200 g di carne di manzo macinata
  • 1 uovo
  • 500 g di pomodori san marzano o piccadilly
  • 1 cipolla
  • 1 ciuffo di basilico
  • parmigiano
  • pangrattato
  • sale
  • pepe
  • olio
Per prima cosa prepara la salsa di pomodoro. Affetta sottilmente la cipolla e falla rosolare in una padella in qualche cucchiaio d'olio. Aggiungi i pomodori a pezzi e il basilico, sala e pepa e cuoci per 30 minuti scoperto. Una volta cotto, passa la salsa con il passatutto e tieni da parte. A questo punto prepara le zucchine. Taglia la calottina superiore. Svuotale conservando la metà della polpa delle zucchine e riducila in purea. Sala leggermente le zucchine all'interno e poi capovolgile per far perdere loro un po' d'acqua. Prepara il ripieno mettendo in una zuppiera la carne macinata, la polpa di zucchine, l'uovo, il parmigiano, sale e pepe. Mescola bene per far amalgamare. Farcisci le zucchine con l'impasto fino all'orlo e cospargi con un po' di pangrattato. In una tegame scalda l'olio e fai rosolare le zucchine per 5 minuti. Poi, delicatamente, capovolgile e falle rosolare anche a testa in giù per altri 5 minuti (questo è il passaggio più delicato, perché ls zucchine rischiano di svuotarsi e devi stare molto attenta). Capovolgile di nuovo rimettendole nella posizione corretta, aggiungi la salsa al pomodoro e cuoci per un'ora coperto.

giovedì 30 maggio 2013

Zucchine a buglione


Zucchine a buglione (sottotitolo: evviva la cucina toscana)


Oggi parliamo di un piatto tipico della cucina toscana: le zucchine a buglione. Ho scoperto che il vero nome è appunto questo, ma a casa mia sono conosciute semplicemente come le zucchine al sugo. Un contorno buono ed estivo, reso sicuramente più gustoso dal sugo al pomodoro. Perché, diciamocelo francamente, non è che le zucchine spicchino in quanto a personalità. Esistono verdurine più interessanti. ;) Però, credetemi, cucinate così vi faranno innamorare. 
Scommetto che alcuni di voi si staranno chiedendo il motivo del perché vengono definite "a buglione". Facendo un po' di ricerche in rete ho trovato poco e niente. Ci sono tantissime ricette delle zucchine "a buglione" o "in buglione", c'è un tale Stephen Buglione e anche un Goffredo di Buglione e niente più. Insomma, come al solito, tutti le chiamano così ma nessuno sa il perché. Allora tanto valeva chiamarle zucchine al sugo come si fa a casa mia. Non vi pare? L'unica cosa che sono riuscita a scoprire è che il buglione altro non è che un sugo molto tirato a base di concentrato di pomodoro, tipico del paese di Celle sul Rigo, comune di San Casciano dei Bagni (vicino Siena, per intendersi). Si usa per preparare la cacciagione, ma anche coniglio, maiale e chiocciole. Come dire, io lo preferisco con le zucchine. Comunque, se qualcuno di voi ha qualche informazione in più sono tutta orecchie.



ZUCCHINE A BUGLIONE

Ingredienti per 4 persone
  • 6 zucchine lunghe
  • 4 pomodori
  • 1 cipolla
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • basilico
  • sale e pepe

Soffriggi la cipolla a fettine nell'olio d'oliva; appena appassisce, aggiungi le zucchine precedentemente lavate e tagliate a rondelle e dopo una decina di minuti i pomodori a pezzi (sbucciati). Cuoci per circa mezz'ora. Regola di sale e pepe e aggiungi qualche fogliolina di basilico. Si possono mangiare sia calde che fredde. La ricetta è tratta da "La cucina toscana", di Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré, ed. Guido Tommasi Editore.

giovedì 7 febbraio 2013

Spezzatino di vitella con piselli alla fiorentina


Spezzatino&Piselli: happy lunch!


Questa non è una ricetta originale né, tantomeno, glamour. È semplicemente una ricetta. Di quelle buone, vere e casalinghe. Quelle che sono una certezza, perché sono sempre state così e lo saranno per sempre. Nessuno chef stellato o presunto tale potrà migliorarla svecchiandola o rendendola più accattivante. Lei è già perfetta, perché è della mamma. ♡ Ed è una vera ricetta fiorentina. Badate che fortuna oggi, due ricette in un solo post. Maremmina! ;)



SPEZZATINO DI VITELLA

Ingredienti per 4 persone
  • 500 g di spezzatino di vitella
  • salvia
  • vino bianco
  • brodo di carne
  • olio
  • farina 
  • sale
  • pepe
Metti qualche cucchiaio di olio e un ciuffetto di salvia in un tegame antiaderente e scalda a fiamma bassa. Nel frattempo infarina la carne, aggiungila all'olio caldo a fai rosolare. Quando si colorisce aggiungi mezzo bicchiere di vino bianco e lascia evaporare. Copri e cuoci per 50 minuti bagnando continuamente con il brodo di carne in modo che si formi un bel sughino (bagna abbondantemente perché la carne tenderà ad asciugarsi). Sala e pepa.


PISELLI ALLA FIORENTINA

Ingredienti per 4 persone
  • 450 g di pisellini primavera (quelli surgelati sono perfetti!)
  • prezzemolo
  • prosciutto crudo
  • uno spicchio d'aglio
  • olio
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • sale
  • pepe
In un tegame antiaderente scalda qualche cucchiaio d'olio assieme ad un trito di aglio e prezzemolo e fai rosolare. Aggiungi i piselli e lascia insaporire per un paio di minuti. Aggiungi 1/2 bicchiere d'acqua, 1/2 cucchiaino di zucchero, sale e pepe. Aggiungi il prosciutto crudo a pezzettini e mescola. Copri e cuoci per 25 minuti.

mercoledì 10 novembre 2010

Marmellata di mele cotogne


Marmellata di mele cotogne


Mele cotogne

❤ Un pomeriggio di brutto tempo rinchiusa in casa con la mamma. Dopo due mesi di lontananza, finalmente la cucina risuona delle nostre voci e risate. Tante esperienze da raccontare, altrettante cose da condividere. Ed un appuntamento d'autunno. Come un'abitudine, un rituale. La marmellata di mele cotogne ci fa compagnia cuocendo a fuoco lento. Tantissimi vasetti (14!) che racchiudono molto più di una semplice marmellata... 

La ricetta è tratta da "Ricordi in cucina" di Tessa Kiros, ed. Luxury Books.


MARMELLATA DI MELE COTOGNE

Ingredienti per 1,5 litri
  • 2 kg di mele cotogne
  • 1 limone (il succo)
  • 700 g di zucchero
Sciacqua le mele cotogne sfregando bene la buccia. Mettile in una pentola con acqua fredda sufficiente a coprirle e aggiungi il succo di limone. Falle bollire per 30 minuti. Togli la pentola dal fuoco e lascia le mele nel liquido per una notte.
Scola le mele, conservando il liquido, pelale, privale del torsolo e poi tagliale a pezzi. Mettile in una grande pentola dal fondo spesso e aggiungi lo zucchero. Dosa il liquido di cottura e allungalo con l'acqua fino ad arrivare a 2 litri e mezzo, poi versalo nella pentola con le mele. Porta a ebollizione e quando lo zucchero si è sciolto abbassa la fiamma e lascia sobbollire per un'ora e mezzo-due ore finché le mele sono diventate color rosso porpora disfandosi nello sciroppo.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede rimettila ancora per qualche minuto sul fuoco.
Quando la marmellata è pronta toglila dal fuoco. Se ti piace liscia passala con un passatutto o usa un frullatore ad immersione.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto). La marmellata si conserva per 10 - 12 mesi senza essere aperta. Dopo l'apertura tienila in frigorifero e consumala piuttosto in fretta. 

lunedì 8 novembre 2010

La pomarola della mamma Gianna!


La pomarola della mamma Gianna


Eccoci qua! A grande richiesta (giuro!!!) arriva il secondo appuntamento con "Quelli che... La pappa NO!". Prima di raccontarvi qualcosina sulla ricetta odierna, vorrei ringraziare sia tutte quelle persone che hanno accolto con tantissimo entusiasmo (non me l'aspettavo proprio...) questa rubrica dedicata ai più piccini, sia quelle che mi hanno mandato via mail le loro ricette di famiglia. Quindi, grazie, grazie e ancora grazie! :)

Cosa abbiamo oggi? Un grande classico: il sugo al pomodoro. Sì, ma non è un sughetto qualunque. Anzi, è specialissimo. Si tratta della pomarola della mia mamma! Sì, quella Gianna del titolo è proprio la mia Mami.
La sua pomarola è famosa per aver sfamato e per essere piaciuta a grandi (Matteo) e piccini (io e cugine varie) incredibilmente capricciosi. In una sola parola: è magica. Io l'adoro e la cerco spesso quando torno a casa.
Inoltre, si tratta anche di un sughetto furbo. Sì, perché contiene una serie di sane verdurine che altrimenti i sopracitati soggetti non avrebbero mai mangiato. E da bimba schizzinosa quale ero, posso assicurarvi che non si percepiscono minimamente. Quindi non correte nessun rischio di essere sgamate! ;)
Con questi ingredienti vi verrà una bella dose di pomarola che potete conservare in frigo per qualche giorno per rimediare ad una serata svogliata di quelle "uffa, e stasera che si mangia?".

Come alcune di voi sanno, ho pensato di aggiungere i nomi di quei bambini ai quali sono piaciute le ricette cucinate per questa rubrica. Per adesso, scorrendo l'indice delle ricette per i più piccoli, troverete Matilde e Lorenzo che hanno mangiato di gusto le famose stelline.
Se avete voglia di comunicarmelo, mi farebbe davvero piacere sapere se i vostri figli hanno gradito e poter aggiungere i loro nomi. Diventerebbe tutto ancora più interattivo e "nostro"! E Bismama e Second?!?! Correte di per scoprirlo!
Con "Quelli che... La pappa NO!" ci vediamo lunedì 22 novembre!


POMAROLA DELLA MAMMA GIANNA

Ingredienti:
  • 1 cipolla rossa media
  • 1 - 2 costole di sedano
  • 1 carota
  • 600 g di pomodori Piccadilly o San Marzano (dipende dalle stagioni)
  • una manciatina di basilico
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
In una pentola versa un po' d'olio (come quantità calcola di dover ricoprire il fondo della pentola senza esagerare). Trita finemente la cipolla, il sedano e la carota e mettili nella pentola. Fai rosolare per 15 minuti a fuoco basso e pentola scoperta, mescolando di tanto in tanto.
Lava bene i pomodori e falli a pezzetti. Aggiungili alle altre verdure. Lava il basilico e aggiungilo al resto. Sala e pepa. Fai cuocere per un'ora circa a fuoco basso e pentola scoperta. 
Una volta cotta, passarla al setaccio. Questo serve a renderla cremosa e ad eliminare bucce e semini che possono risultare fastidiosi.
Quando avrai ottenuto una purea omogenea, rimettila sul fuoco. A questo punto aggiusta di sale e pepe e aggiungi un goccio d'olio. Fai riprendere il bollore e spegni.
Al momento di condire la pasta con questo sugo, ti suggerisco di aggiungere un pezzetto di burro alla pomarola (la rende speciale!) e di dare una bella spolverata di parmigiano. 

L'archivio di Semplicemente Pepe Rosa scoppia di ricette! :) Dato che non mi piace trascinarle troppo "per le lunghe" (nel senso che non ho la pazienza di aspettare!), ho pensato di aggiungere un appuntamento in più alla settimana. Quindi per qualche settimana, cercando di non venirci a noia, ci vedremo il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Spero che non vi dispiaccia!

lunedì 31 maggio 2010

I love this book!


Schiacciata all'olio


La schiacciata all'olio, per me, è la compagnia di una vita... Abbiamo iniziato a conoscerci con i primi denti, ossia, quando ancora piccola mi veniva data per tenermi buona nel passeggino mentre la mamma finiva di fare la spesa... Da lì ad oggi la storia è lunga e costellata di numerosi tentativi per trovare quella che fosse veramente lei...
Questo mi pare un ottimo risultato. La ricetta viene da un libro e da una foodwriter che adoro. Forse vi ho già parlato della mia passione per Tessa Kiros o, forse no... Fatto sta che se mi dicessero di portare un unico libro di cucina su un'isola deserta, porterei sicuramente uno dei suoi capolavori. Tutto sta nello scegliere quale... :)
Ho realizzato tantissime sue ricette e non ce n'è mai stata una che fosse errata nel procedimento o non buona. Insomma, una vera e propria garanzia! Soprattutto in tempi in cui foodwriter patinate iniziano a fare cilecca... Chi? Si dice il peccato, ma non il peccatore... ;)


SCHIACCIATA ALL'OLIO

Ingredienti per una teglia di 30 x 40 cm
  • 25 g di lievito di birra
  • 310 ml di acqua tiepida
  • 500 g di farina "0"
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaino di sale
  • un pizzico di zucchero
  • sale
  • olio
Metti il lievito sbriciolato, il pizzico di zucchero e l'acqua tiepida in una ciotola capiente.
Aggiungi la farina e il sale setacciati e inizia a mescolare. Aggiungi 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Impasta per circa 10 minuti fino ad ottenere un impasto morbido e non appiccicoso. Se necessario aggiungi ancora un po' di farina e acqua.
Copri l'impasto con un canovaccio e fai lievitare in un posto caldo per circa un'ora e mezzo.
Successivamente, stendi la schiacciata nella teglia (precedentemente unta con un po' d'olio), copri e lascia lievitare ancora per 30 - 60 minuti. A questo punto, premi il pollice nella pasta per formare "degli avvallamenti". Spennella la superficie della schiacciata con olio extravergine d'oliva e cospargi con un po' di sale. Inforna a 200° gradi per circa 30/40 minuti. Taglia a strisce e servi calda.

La ricetta è tratta da "Twelve - A Tuscan Cook Book", di Tessa Kiros, ed. Murdoch Books.

giovedì 20 maggio 2010

Voglia di... Cibo di casa!


Pasta e ceci


Se c'è una cosa che mi fa star bene come poche altre è il cibo di casa, della mamma... Così, in crisi d'astinenza profonda, ho portato un bel piatto toscano in questo angolo di Svizzera verde. Pasta e ceci! Per me un vero e proprio comfort food. Tutto sommato non ero poi così fuori stagione, dato il meteo, le temperature e la salute-che-se-ne-va degli ultimi tempi...


PASTA E CECI

Ingredienti per 4 persone
  • 500 g di ceci già cotti
  • 200 g di pasta corta rigata (un po' grosso)
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 pomodori maturi sbucciati e fatti a pezzetti
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
Metti i ceci, l'aglio, il rametto di rosmarino e i pomodori in una pentola. Aggiungi un litro d'acqua e 3 cucchiai di olio d'oliva. Cuoci per circa un'ora. Successivamente, passa circa la metà dei ceci insieme al rosmarino, pomodori e aglio al passatutto. A questo punto, rimetti la purea ottenuta nella pentola (con i rimanenti ceci interi) e porta ad ebollizione. Appena bolle butta la pasta e cuoci per il tempo necessario. Aggiusta di sale e pepe. Servi calda o tiepida versando sopra la minestra un po' d'olio extravergine d'oliva.

lunedì 4 gennaio 2010

La befana viene di notte con le calze tutte rotte e con i... Befanini!


Befanini


Buona sera brava gente
vi ho portato i Befanini
la ricetta abbiate in mente
per rifarla ai bambini.

Dentro un chilo di farina
burro e zucchero ci vuole
poi due uova di gallina
e un arancio un ci sta male.

Di limon una grattatina
gli dà aroma e molto gusto
poi due lieviti in bustina...
Ecco pronto il vostro impasto!

Con formine e mattarello
date vita ai Befanini
e per far tutto più bello,
ci van messi anche i chicchini.

È ricetta molto antica
della nostra lucchesia
non vi costano fatica
se li fate in allegria!

Ingredienti per riempire tante calze per i più piccini e non solo... ;)
500 g di farina "00"
150 g di burro (morbidissimo)
300 g di zucchero
1 bustina di lievito
4 uova (3 per l'impasto e 1 per la decorazione)
1 arancia (la scorza grattugiata)
1 bicchierino di Vin Santo (oppure Rhum o Grand Marnier)
1 pizzico di sale
confettini colorati qb

Fai un cratere con la farina e impastala con il burro morbido, lo zucchero, 3 uova, la scorza d'arancia, il lievito, il Vin Santo e un pizzico di sale. Se l'impasto risultasse un po' durino (a me non è successo) bagnalo con un po' di latte (mezzo bicchiere al massimo) in modo da avere un composto morbido. Lavora velocemente il composto, forma una palla, avvolgila nella pellicola e mettila in frigo a riposare per circa un'ora.
Riscalda il forno a 180° gradi. Stendi l'impasto con il matterello dandogli uno spessore di circa 5 millimetri. Taglialo con le apposite formine (dato che sono biscotti pensati per i bambini usa prevalentemente animalini, stelline, cuoricini, alberelli,...).
Rivesti 2/3 teglie con la carta da forno e sistemaci i biscotti. Spennellali con un uovo sbattuto e cospargili con i confettini colorati.
Cuoci a 180° gradi per 15/20 minuti circa o fino a che non sono dorati.

La poesia è tratta da "Torte e ciambelle dolci e frittelle" di Elsa Carlotti, ed. Maria Pacini Fazzi Editore.

lunedì 23 novembre 2009

L'olio novo e la fettunta...



Questo post non era programmato, né pensato con anticipo... È nato venerdì a pranzo, in un istante, da un morso ad una semplice fetta di pane toscano tostata e condita con quell'olio che ti fa pizzicare il palato...
Così ho pensato che in questo blog non poteva mancare un post dedicato a l'olio novo (e guardate bene che ho detto "novo" e non nuovo!) e alla fettunta che insieme hanno accompagnato le mie merende di bambina...
Ho pensato di riassumere brevemente qualche indicazione su questo tipo di olio in modo tale che anche chi non è cresciuto con gli ulivi in giardino possa farsi un'idea sull'argomento!

L'OLIO NOVO
Tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre in Toscana (come in altre regioni italiane) inizia la raccolta delle olive, che vengono poi portate nei frantoi per iniziare la spremitura e creare così l'olio d'oliva. L'olio novo è una vera e propria "spremuta d'olive", che viene realizzata nel periodo di apertura del frantoio, senza venir ulteriormente lavorata. Per un olio novo fresco e buono non deve trascorrere troppo tempo tra la raccolta delle olive e la spremitura. Generalmente il tempo ottimale è di 24/36 ore al massimo.
Questo tipo di olio può essere degustato fin da subito appena franto e imbottigliato. È caratterizzato da un gusto amarognolo, leggermente "pizzichino", da un profumo intenso ricco di note aromatiche fresche e decise e da un colore giallo/verde brillante. Perché l'olio sia di ottima qualità è necessario che le olive vengano raccolte nel periodo giusto, ossia in quel lasso di tempo in cui non sono ancora giunte a perfetta maturazione e il loro colore inizia a cambiare da verde in marrone.


LA FETTUNTA
Per realizzare la fettunta non ci sono dosi precise, perché ciò non fa parte di questa semplice e povera preparazione. Essendo un piatto tipico della tradizione culinaria toscana, nasce in quel periodo in cui le famiglie contadine non avevano bilance per pesare gli ingredienti e veniva quindi realizzato "alla buona".
Bastano alcune fette di pane toscano (quindi quello non salato) leggermente tostate, sulle quali verranno versate alcune gocce di olio novo. A seconda dei gusti personali si possono condire le fette di pane strusciandoci sopra uno spicchio d'aglio e con un pizzico di sale.
Buon olio novo a tutti voi!


Sabato pomeriggio ho avuto il piacere di trascorrere qualche ora in compagnia di Onde e di Wennycara. E proprio di piacere si è trattato! Sono entrambe delle ragazze davvero care: gentili, simpatiche, fini e cortesi. È stato bello prendere un tè in compagnia di persone conosciute all'interno della blogosfera e poter finalmente "dare un volto" a compagne che leggi tutte le settimane e che ti sforzi di immaginare fisicamente e caratterialmente.

lunedì 14 settembre 2009

Schiacciata con l'uva





"L'è collo zucchero, l'è coll'uva, l'è coll'olio!".
È così che in passato i venditori di questo dolce pubblicizzavano il loro prodotto esposto sui banchi del mercato rionale...
La schiacciata con l'uva è un dolce fiorentino e chiantigiano che nei mesi di settembre e ottobre viene preparato in tutti i forni e le pasticcerie di Firenze.
Si tratta di un dolce di origine povera, che un tempo veniva preparato nel periodo della vendemmia per le sagre contadine. Le sue modeste origini sono ben visibili nella semplicità degli ingredienti utilizzati: pasta di pane, zucchero, olio d'oliva e uva nera. Riguardo a quest'ultima, la tradizione vuole che si usi la varietà canaiolo, la quale presenta chicchi piccoli e con molti semi (si trattava di un tipo di uva di qualità inferiore, poco adatto alla vinificazione).
Negli anni passati le versioni della schiacciata erano appunto alquanto pesanti: molta pasta e poca uva. Col passare degli anni le ricette si sono decisamente ingentilite.

Ingredienti per 6 persone
350 g di farina "0"
25 g di lievito di birra
8 cucchiai colmi di zucchero
1 kg di chicchi d'uva nera
8 cucchiai di olio d'oliva

Preriscalda il forno a 180° gradi.
Sciogli il lievito con mezzo bicchiere d'acqua tiepida.
In una zuppiera metti la farina, 4 cucchiai d'olio, 4 cucchiai di zucchero, l'acqua con il lievito sciolto e un pizzico di sale.
Impasta bene e fai lievitare per circa un'ora in un luogo asciutto.
Spargi un po' di farina su un piano da lavoro, stendi la pasta in una sfoglia molto sottile con la forma della teglia (tipica è quella rettangolare o quadrata).
Ungi con un po' d'olio la teglia e rivestila con la pasta, lasciando la parte eccedente fuori dai bordi. Distribuisci sopra 700 g di chicchi d'uva nera (lavati e asciugati), cospargi con 2 cucchiai di zucchero e 2 d'olio.
Ripiega sull'uva la pasta eccedente in modo da coprirla quasi del tutto e sopra metti l'uva restante, 2 cucchiai d'olio e 2 di zucchero.
Inforna a 180° gradi per circa 50 minuti.
Va gustata rigorosamente fredda per far sì che lo zucchero si fonda con quello dell'uva e la schiacciata assuma così il suo inconfondibile sapore...

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