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lunedì 24 gennaio 2011

ENGLISH LESSON N.5: PASSION FRUIT CURD


Passion fruit curd

CURD (noun uncountable): a sweet food made from eggs, butter and juice (lemon, orange, passion fruit,...) that is eaten on bread.

Credo che il curd, assieme agli scones e al crumble, abbia raggiunto livelli di notorietà notevoli. Sono sicuramente tra le ricette inglesi più conosciute e riprodotte da chiunque e ovunque. Quindi, non starò qui a raccontarvi di cosa si tratta... Però mi sento in dovere di dirvi che c'è ricetta e ricetta. E c'è pure una grande differenza tra ricetta e ricetta. Praticamente un abisso.
Il mio primo approccio con questa preparazione era avvenuto, tramite Donna Hay, con un orange curd. Un disastro vero e proprio. Troppo burroso, troppo "uovoso". Nel tentativo di smaltire il fiasco colossale avevo deciso che il curd non faceva per me.
Poi sono arrivata qua. E una delle cose che apprezzo di più di un'esperienza del genere è che ti obbliga a metterti in gioco. Così, quelle che erano certezze e approcci interiorizzati nel corso degli anni sono crollati di colpo per lasciare spazio a nuove consapevolezze. Ovviamente si tratta di un discorso che vale soprattutto per le questioni serie, ma mette in atto un cambiamento tale che non può non sconfinare in ogni ambito. Anche in uno semplice come la cucina...
E così è stato per il curd. La seconda possibilità è arrivata con Nigella e il suo libro "Delizie Divine", ed. Luxury Books. La Nigellona nazional popolare propone 3 differenti curd (mirtilli rossi, lime e frutto della passione) nel suo manuale. Dato il periodo e la sovrabbondanza che abbiamo da queste parti di frutti della passione, ho deciso che quello sarebbe stato la mia rivincita. E così è stato, perché la ricetta in questione è incredibilmente buona ed equilibrata.
Il mio consiglio è: volete buttarvi nella cucina tradizionale anglosassone? Fatelo, ma con criterio! A parer mio, andate sul sicuro con Nigella e Jamie.

Ma cosa ci faccio poi con il passion fruit curd? È semplice, puoi:

  • spalmarlo sul pane fresco
  • servirlo con dei pancake
  • utilizzarlo per riempire una base di pasta frolla (cotta precedentemente) di una crostata
  • farcire torte, cake e muffin (in particolare al cioccolato)
  • mangiarlo a cucchiate in quei momenti in cui ci vuole un bel barattolino calorico in cui affogare felicemente


PASSION FRUIT CURD

Ingredienti per 350 ml di curd
  • 11 frutti della passione
  • 2 uova
  • 2 tuorli
  • 150 g di zucchero semolato
  • 100 g di burro
Raccogli la polpa (con i semi) di 10 frutti della passione nel frullatore e aziona il tempo necessario a staccare i semi (pochi secondi), quindi filtra il composto e raccoglilo in un recipiente. 
Sbatti le uova e i tuorli con lo zucchero. Fai sciogliere il burro a fuoco basso in una pentola dal fondo spesso, e una volta sciolto, unisci il composto di uova e zucchero e il succo di frutto della passione. Continua a cuocere a fiamma bassa, mescolando continuamente, finché si addensa. 
Togli dal fuoco e incorpora con una frusta, la polpa (e i semi) dell'ultimo frutto rimasto. 
Lascia intiepidire il curd e poi versalo in un barattolo. Si conserva in frigorifero per una settimana. 

mercoledì 22 dicembre 2010

ENGLISH LESSON N.4: Chutney


Chutney

CHUTNEY (noun uncountable): a mixture of fruits, hot-tasting spices, and sugar, that is eaten especially with meat or cheese

Provate ad abbinare le nostre English Lessons e il Natale. Cosa viene fuori? Ovviamente, qualcosa di "barattoloso" da preparare con le proprie manine e regalare per le feste. Insomma, io direi: Chutney!
Meraviglioso se accompagnato alla carne (ad esempio un buon bollito) o ai formaggi... Esotico e speziato.
L'ispirazione viene da una certa maghetta-streghetta che qualche settimana fa mi ha stuzzicata molto con la sua ricetta che tanto si prestava ad esser preparata proprio in previsione del Natale... La conoscete? No?! Correte da Giulia! Lei è una che scrive, disegna, cucina e fotografa. Una che sul web ha sempre fatto fumetti e ora fa etti di fumo in cucina... 

Litchi. Lo scrivo qui come appunto. Lo scrivo qui per non dimenticarlo non fingere di dimenticarlo. Litchi e rosa. Una storia d'amore. Una favola. Un abbinamento da provare quanto prima sotto qualsiasi forma e da proporvi al ritorno dalle vacanze. Lo scrivo qui così se dovessi fare l'indifferente, voi avete tutto il diritto di sgridarmi... ;)
Ci sentiamo domani su questi schermi per gli auguri di Natale...



CHUTNEY ESOTICO

Ingredienti per 3 barattolini
  • 400 g di litchi
  • 200 g di papaia
  • 200 g di mango
  • 1 arancia
  • 1 cipolla bianca media
  • 4 cucchiai di miele
  • 200 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di pepe lungo (grattugiato)
  • 1/2 cucchiaino di pepe rosa (tritato finemente)
  • 4 cucchiai di uvetta
  • 8 chiodi di garofano
  • 4 stecche di cannella
Sbuccia tutta la frutta e falla a pezzetti piccoli (togli il nocciolo ai litchi!). Mettila in una pentola capiente dal fondo spesso. Copri a filo con l'acqua e aggiungi lo zucchero e il miele. Cuoci a fuoco medio per 10 minuti.
Aggiungi il pepe lungo, il pepe rosa e l'uvetta. In una garza metti i chiodi di garofano e le stecche di cannella. Chiudila bene con uno spago e lascia il filo piuttosto lungo in modo da ripescarla con facilità. Cuoci a fuoco basso per 40 minuti. 
Trascorso questo tempo il chutney avrà assorbito l'acqua e risulterà appiccicoso e compatto. Se l'acqua non fosse stata assorbita aspetta che ciò avvenga. 
Versa il chutney in vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti e copri con un asciugapiatti. Lasciali raffreddare completamente e poi rigirali. Conserva in luogo fresco e dopo l'apertura tienilo in frigo. 

mercoledì 10 novembre 2010

Marmellata di mele cotogne


Marmellata di mele cotogne


Mele cotogne

❤ Un pomeriggio di brutto tempo rinchiusa in casa con la mamma. Dopo due mesi di lontananza, finalmente la cucina risuona delle nostre voci e risate. Tante esperienze da raccontare, altrettante cose da condividere. Ed un appuntamento d'autunno. Come un'abitudine, un rituale. La marmellata di mele cotogne ci fa compagnia cuocendo a fuoco lento. Tantissimi vasetti (14!) che racchiudono molto più di una semplice marmellata... 

La ricetta è tratta da "Ricordi in cucina" di Tessa Kiros, ed. Luxury Books.


MARMELLATA DI MELE COTOGNE

Ingredienti per 1,5 litri
  • 2 kg di mele cotogne
  • 1 limone (il succo)
  • 700 g di zucchero
Sciacqua le mele cotogne sfregando bene la buccia. Mettile in una pentola con acqua fredda sufficiente a coprirle e aggiungi il succo di limone. Falle bollire per 30 minuti. Togli la pentola dal fuoco e lascia le mele nel liquido per una notte.
Scola le mele, conservando il liquido, pelale, privale del torsolo e poi tagliale a pezzi. Mettile in una grande pentola dal fondo spesso e aggiungi lo zucchero. Dosa il liquido di cottura e allungalo con l'acqua fino ad arrivare a 2 litri e mezzo, poi versalo nella pentola con le mele. Porta a ebollizione e quando lo zucchero si è sciolto abbassa la fiamma e lascia sobbollire per un'ora e mezzo-due ore finché le mele sono diventate color rosso porpora disfandosi nello sciroppo.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede rimettila ancora per qualche minuto sul fuoco.
Quando la marmellata è pronta toglila dal fuoco. Se ti piace liscia passala con un passatutto o usa un frullatore ad immersione.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto). La marmellata si conserva per 10 - 12 mesi senza essere aperta. Dopo l'apertura tienila in frigorifero e consumala piuttosto in fretta. 

giovedì 26 agosto 2010

Lunga vita alle marmellate!


Marmellata di prugne

Per iniziare devo comunicarvi una cosuccia prima che mi passi di mente...
Venerdì e sabato il blog rimarrà chiuso per "lavori in corso". Siamo ai ritocchini finali del nuovo template, ma per farli con comodità ho bisogno di chiudere bottega per 2 giorni in modo tale da lavorare bene. Mi spiace, ma scommetto che domenica o lunedì mi perdonerete... ;)
Quindi se siete interessate a questa deliziosa marmellata, copiatela ora o mai più! ;) 

Questa marmellata di prugne attualmente è la mia preferita! È incredibile quanto sia buona...
Credo che il merito sia tutto delle fantastiche prugne provenienti dagli alberi della madre di Matteo. Piccolissime e altrettanto dolci! Di quelle che una tira l'altra...
Se siete in possesso dei frutti non potete proprio farvi scappare questa marmellata di prugne così buona e semplice...

 MARMELLATA DI PRUGNE RAMASIN

Ingredienti per circa 8 barattoli da 250 g
  • 2 kg di prugne ramasin
  • 1 kg di zucchero
  • il succo di 2 limoni
Lava le prugne e asciugale con uno strofinaccio. Aprile e togli il nocciolo.
Mettile in una ciotola capiente assieme allo zucchero e al succo di limone filtrato. Copri e lascia riposare al fresco per tutta la notte.
Il giorno successivo metti il contenuto della ciotola in una pentola capiente e dal fondo spesso. Porta a ebollizione su fuoco vivo e cuoci per 20 minuti, eliminando la schiuma se necessario. 
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede allora rimettila per qualche minuto sul fuoco.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto). 

lunedì 14 giugno 2010

Beate colazioni!


Marmellata di albicocche


Se c'è una cosa che non mi sono mai fatta mancare in questi mesi di stage, corse e fiato corto è una colazione come si deve. Preferisco far suonare la sveglia un quarto d'ora prima e godermi una bella fetta di pane, burro e marmellata accompagnata dal mio adorato caffelatte, piuttosto che trangugiare un minuscolo caffè bollente (rischiando l'ustione...) o, peggio ancora, arrivare in ufficio a stomaco vuoto. Mi fa iniziare la giornata con il piede giusto!
Devo confessarvi che con le colazioni ticinesi mi sono proprio sbizzarrita... Nei vari weekend, quando si ha tutto il tempo necessario per fare colazione, ho mangiato una quantità spropositata di meravigliose trecce al burro e golosissimi gipfel. E, questo autunno, non mancherò di provare a riprodurli in ricordo di questi bei 3 mesi...
E cosa c'è di meglio per accompagnare queste bontà di una marmellata fatta in casa?

MARMELLATA DI ALBICOCCHE

Ingredienti per 6 vasetti di marmellata
  • 600 g di albicocche sode e mature
  • 400 g di zucchero
  • 1/2 limone
Lava bene le albicocche, dividile in due, togli il nocciolo e poi tagliale a pezzetti. Mettile in una terrina con lo zucchero e il succo di limone e mescola bene. Copri e lasciale in frigorifero per una notte in modo che rilascino il loro succo.
La mattina versa il composto in una grande pentola per marmellate dal fondo spesso e porta a ebollizione. Successivamente abbassa la fiamma e cuoci per circa 20 minuti fino a che la marmellata non si addensa. Con il frullatore ad immersione riduci ad una purea liscia.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attaccata vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede rimettila ancora per qualche minuto sul fuoco.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto).


CAMBIO DI PROGRAMMA: Ci è stato chiesto più volte di posticipare la data di scadenza del contest "Quell'ingrediente di troppo" e così... Oplà! La scadenza è spostata al 16 luglio!

venerdì 14 maggio 2010

La principessa, l'ortolano e le marmellate...


Marmellata di limoni e vaniglia


"Principessa, c'ho de' limoni che scapperebbero di carcere per venirli a mangiare!...".
Immagino. Penso che scapperebbero di carcere anche per molto meno detto tra noi.
La principessa sarei io e quello che parla è il mio fruttivendolo di Firenze. Scommetto che voi un ortolano che vi chiama "principesse" non l'avete, giusto?! È beh, son soddisfazioni anche queste... ;)
Scherzi a parte, il mio Alessio e il suo aiutante Vincenzo mi chiamano davvero così, ma solo per il fatto che io sono la loro unica cliente al di sotto dei 60 anni che ama cucinare, intavola lunghe conversazioni con loro che non ruotano attorno al tema "dottori, ospedali e acciacchi" e spaccia ricette realizzate esclusivamente con i loro prodotti.
Così tutte le volte che un contadino porta al mio ortolano qualche ortaggio o frutto di qualità eccelsa, lui mi chiama immediatamente. È una sorta di tacito accordo (ma neanche troppo tacito...): lui mi rifornisce della materia prima ed io del prodotto finito. Frutta lui, marmellata io.
Questa volta è stato il caso di una marmellata che mi ha alquanto soddisfatta: marmellata di limoni e vaniglia. In particolare, trovo fantastico il contrasto tra la dolcezza della vaniglia e il sapore pungente dei limoni.
Per la realizzazione di questa marmellata vi suggerisco di utilizzare limoni biologici (ovviamente!), molto buoni e dalla buccia fine in modo che non ci sia troppa parte bianca sotto la scorza.
Che bello ragazze, si ricomincia a "marmellatare"! :)

MARMELLATA DI LIMONI E VANIGLIA

Ingredienti per circa 1,3 litri di marmellata
  • 6 limoni biologici dalla buccia fine
  • 1, 25 kg di zucchero
  • 1 baccello di vaniglia
Lava benissimo i limoni.
Taglia le estremità dei limoni, eliminale e affetta sottilmente i frutti. Elimina tutti i semi e dividi ogni fettina in 4 parti. Mettile in una grande casseruola dal fondo spesso e dai bordi alti e aggiungi 1, 25 litri d'acqua. Porta ad ebollizione, poi abbassa la fiamma e fai sobbollire senza coperchio per 45 minuti/un'ora finché i limoni non sono morbidi. Mescola spesso.
Aggiungi lo zucchero e il baccello di vaniglia (aperto per il lungo) e lascia sobbollire ancora senza coperchio per altri 45 minuti/un'ora.
Per verificare che la marmellata sia pronta, mettine una cucchiaiata su un piattino e inclinalo. Dovrebbe scivolare facendo un po' di resistenza e non correre giù. Se necessario, continua la cottura.
Versa la marmellata in vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti e copri con un asciugapiatti. Lasciali raffreddare completamente e poi rigirali. Conserva in luogo fresco e dopo l'apertura tienila in frigo.

La ricetta è tratta da "Falling cloudberries" di Tessa Kiros, ed. Luxury Books.

martedì 19 gennaio 2010

Marmellata di pere, cannella e noci

Marmellata di pere, noci e cannella

Questa marmellata è perfetta per le colazioni invernali... Golosa ed energizzante al punto giusto vi darà la carica ideale per affrontare un'impegnativa e fredda giornata.
Io l'ho preparata sotto Natale per qualche regalino. Voci lontane mi hanno confermato che è piaciuta moltissimo! :)

Ingredienti
2 kg di pere Wlliams
30 noci sgusciate (decisamente meglio se fresche)
1,2 kg di zucchero
1 cucchiaino di cannella in polvere

Sbuccia le pere, elimina i torsoli e tagliale a fettine sottili. Metti le pere e lo zucchero in una terrina e fai riposare per 12 ore.
Trasferisci in una pentola da marmellate (con il fondo spesso) e porta ad ebollizione. A questo punto unisci la cannella e le noci. Abbassa la fiamma e mescolando porta a cottura fino a raggiungere la giusta consistenza.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede allora rimettila per qualche minuto sul fuoco.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto).

lunedì 7 settembre 2009

Fichi zuccherini e manine appiccicose...



I fichi mi portano sempre indietro con la mente...
E così ritorno alle vacanze estive della mia infanzia. Un bel periodo, trascorso all'interno del Parco dell'Uccellina, e più precisamente in una piccola, incontaminata e selvaggia baietta chiamata Cala di Forno.
Là, vicino a casa, c'era un grande fico. Mia sorella ed io eravamo capaci di mangiare un'incredibile quantità dei suoi frutti. Ci piacevano da morire ed avevano il sapore di quella libertà che solo le vacanze estive riescono a dare ad un bambino...
Libertà assoluta, caldo torrido, canto delle cicale in sottofondo, raggi di sole che filtrano tra i rami dei pini marittimi, fichi zuccherini, mani appiccicose, piedi e sandalini impolverati, risate, litigi,... Ah, la spensieratezza dell'infanzia!

La ricetta base di questa confettura è dell'inimitabile Tuki, e l'ho ripresa da qui. Io ho aggiunto le mandorle, perché mi sembrava che potessero starci bene, ed in effetti non mi sbagliavo...

Confettura di fichi e mandorle

Ingredienti
1 kg di fichi
500 g di zucchero
1/2 bicchiere d'acqua
mandorle qb

Versa lo zucchero, l'acqua e i fichi in una pentola capiente. Porta a ebollizione a fiamma dolce mescolando bene ogni tanto. Lascia sobbollire per circa 30 minuti e con una schiumarola elimina la schiuma che si sarà formata in superficie.
Successivamente con il frullatore ad immersione riduci ad una purea liscia.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede rimettila ancora per qualche minuto sul fuoco.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi alternando con qualche mandorla (io ho calcolato 6-8 mandorle a vasetto) e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto).

giovedì 20 agosto 2009

Confettura di lamponi





I lamponi sono decisamente uno dei miei frutti preferiti insieme alle more e ai fichi (abbiate pazienza arriveranno anche le ricette con questi...). E credo che guardando alle preparazioni di questo mese l'abbiate capito bene! ;)
Purtroppo però si trovano solamente per un periodo piuttosto limitato, e quelli veramente buoni non sono così facilmente reperibili. Ecco perché vale la pena chiuderli in un barattolino di vetro e prolungarne la conservazione almeno per un po'...

Ingredienti per 6 barattoli da 250 grammi
1 kg di lamponi
800 g di zucchero
il succo di un limone

Lava rapidamente i lamponi sotto un filo d'acqua fredda e poi scolali con cura. Mettili nel tegame da confettura insieme allo zucchero e al succo di limone filtrato, e porta a ebollizione su fiamma viva mescolando con un cucchiaio di legno. Con una schiumarola elimina la schiuma che si sarà formata in superficie.
Con il frullatore ad immersione riduci ad una purea liscia.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attacca vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede rimettila ancora per qualche minuto sul fuoco.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto). La marmellata si conserva per circa 6 settimane senza essere aperta. Dopo l'apertura tienila in frigorifero e consumala piuttosto in fretta.

La ricetta è tratta da "Conserve fatte in casa" di L. e G. Laurendon, Guido Tommasi Editore.

giovedì 21 maggio 2009

Marmellata di fragole



Io ho una vera e propria passione per le marmellate. Mi piacciono praticamente tutte...
Di recente ho scoperto il piacere del preparare le marmellate in casa. In realtà non è così complicato come si pensa, basta prenderci un po' la mano. Ma soprattutto mi piace sapere perfettamente cosa c'è dentro e quanto sia naturale ciò che mangio tutte le mattine a colazione.
Inoltre, adoro confezionarle... Scelgo il tessuto adatto (deve ricordare il contenuto!), il nastrino per fare il fiocco, e termino con l'etichetta...

Ingredienti per 750 ml di marmellata
1 kg di fragole
400 g di zucchero
succo di 1 limone e mezzo

Lava bene le fragole e poi tagliale a pezzetti. Mettile in una terrina con lo zucchero e il succo di limone e mescola bene. Copri e lasciale in frigorifero per una notte in modo che rilascino il loro succo.
La mattina versa il composto in una grande pentola per marmellate dal fondo spesso e porta a ebollizione. Successivamente abbassa la fiamma e cuoci per circa 30 minuti fino a che la marmellata non si addensa. Con il frullatore ad immersione riduci ad una purea liscia.
Verifica che la marmellata sia pronta lasciandone cadere un cucchiaino su un piatto. Se inclinando leggermente il piatto la marmellata non scivola via, ma si attaccata vuol dire che è pronta. Se invece ciò non succede rimettila ancora per qualche minuto sul fuoco.
Versa nei vasetti sterilizzati caldi e chiudi bene. Capovolgi i vasetti, coprili con un asciugapiatti e lasciali raffreddare (così si creerà il sottovuoto). La marmellata si conserva per circa 6 settimane senza essere aperta. Dopo l'apertura tienila in frigorifero e consumala piuttosto in fretta.

La ricetta è tratta da "Ricordi in cucina" di Tessa Kiros ed. Luxury Books.

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